martedì 12 dicembre 2017

Monthly Recap #30: Novembre

Buonasera a tutti lettori miei. Finalmente riesco a pubblicare questo recap del mese di novembre ormai finito quasi due settimane fa. Ormai riappaio sporadicamente ma ultimamente sono spesso sul pc per cercare lavoro e preferisco svagarmi e non continuare a stare al pc quando sono libera. Comunque in questo mese mi sono ripresa un pochettino dal punto di vista delle letture ed ho visto un sacco di film e serie tv.

LIBRI
Nel mese di novembre ho letto il terzo romanzo della serie della Rowling, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, che mi ha appassionato tantissimo e nel quale troviamo i personaggi principali cresciuti rispetto ai romanzi precedenti. Ho apprezzato tanto anche il racconto del passato del padre di Harry, Sirius e gli altri due della banda. Ho poi letto Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace, un reportage narrativo di un autore americano tra i più apprezzati, di cui questo è il primo libro che leggo, che tratta di una crociera extra lusso nel Mar dei Caraibi al quale l'autore partecipa per scrivere appunto un reportage per un giornale. Sarà per lui una settimana di (dis)avventure, nel quale conoscerà i personaggi più disparati e metterà alla prova la sua semi agorafobia in un viaggio divertente e grottesco insieme.

FILM
Nel mese di novembre ho rivisto con una mia amica #Scrivimi ancora,uno dei nostri film preferiti che rivediamo sempre con piacere. Su Netflix ho visto invece il documentario su Lady Gaga Gaga: five foot two, fatto secondo me benissimo, che mostra un lato della pop star che non tutti si aspetterebbero e di cui ho apprezzato tanto i momenti di back stage ai vari spettacoli. In televisione ho visto Io, Robot, un film del 2004 con Will Smith molto famoso e davvero inquietante perché attualissimo. Grazie ad un'anteprima su Infinity ho recuperato King Arthur - Il potere della spada che volevo vedere da quando è uscito al cinema e che mi è piaciuto veramente tanto, con un bravissimo (e bonissimo) Charlie Hunnam che racconta la storia di re Artù da un punto di vista inedito, creando una storia originale seppur così conosciuta. Al cinema ho visto invece Thor: Ragnarok, terzo capitolp della trilogia di Thor, quello che mi è piaciuto di più dei tre, anche se le troppe battute hanno rovinato l'epicità del film. Ottimo Loki che non avevo mai apprezzato così tanto.

TELEFILM
Nel mese di novembre ho visto la seconda stagione di Shameless, un po sottotono rispetto alla prima forse perché in questa stagione la famiglia Gallagher si spacca mentre nella prima una delle cose che avevo apprezzato di più era proprio la loro forza derivata dalla loro solida unità. Nella seconda arrivano i litigi tra fratelli che mi hanno fatto piangere il cuore, e la deriva del personaggio di Lip, che è assolutamente uno dei miei preferiti, che mi ha distrutto. Ho poi visto la prima stagione di Victoria, serie tv incentrata sulla longeva regina d'Inghilterra dai primi giorni del suo regno. Si tratta di una serie costruita molto bene, di cui ho apprezzato tantissimo i personaggi di Victoria, Albert e Lord M. Ho finito poi Teen wolf con la seconda parte della sesta ed ultima stagione, chiusa in modo egregio, sono tornati tanti personaggi amati. Ho visto la seconda stagione di Sense8, una serie che ho amato, assolutamente una delle mie preferite, con una costruzione dei personaggi impeccabile e di cui l'unica pecca è la sua cancellazione prematura. Infine ho recuperato Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica una serie geniale tratta da un libro di Douglas Adams che narra le assurde vicende di una coppia di amici e colleghi e di tutte le persone che si trovano ad incontrare sulla loro strada mentre cercano di venire a capo di uno strano caso di omicidio e della scomparsa di una ragazza.

venerdì 10 novembre 2017

Monthly Recap #28, 29: Settembre, Ottobre

Salve a tutti lettori e ben ritrovati sul mio blog. Torno dopo circa un mese e mezzo di assenza con due recap in uno dei mesi di settembre e ottobre per dirvi un po cosa ho combinato nella mia vita. Inizio col dirvi i motivi della mia assenza: in settembre ho finito gli esami, iniziato la tesi e cercato lavoro. In ottobre ho finalmente iniziato il nuovo lavoro, finita la tesi, discussa e mi sono laureata! Esattamente il 30 ottobre perciò ho finito il mio percorso universitario e festeggiato in grande con una festa a tema Halloween! Perciò in questi due mesi non ho avuto molto tempo per fare altro, in particolare non ho letto nulla dalla metà di settembre e mi sono concentrata solo sulle serie tv con le quali staccavo appieno la spina.

LIBRI
Di libri ne ho letti solo due a settembre. Per la The hunting word challenge ho letto La morte di Belle di Georges Simenon, che non mi ha entusiasmato più di tanto, l'ho trovato piuttosto noiosetto e non mi è piaciuto il finale. Invece Alta fedeltà di Nick Hornby mi ha catturata e conquistata con la sua storia fuori dalle righe ed il suo protagonista strampalato.

FILM
A settembre ho visto The nice guys, un film spassoso con Ryan Gosling e Russell Crowe, e ad ottobre sono andata al cinema a vedere Kingsman - Il cerchio d'oro, molto divertente, anche se ho preferito il primo.

TELEFILM
In settembre ho visto l'ottava e ultima stagione di The vampire diaries, che è stato un buon finale secondo me. Ho finito poi la sesta stagione di Once upon a time, che è stato abbastanza ripetitivo come al solito ed infatti essendosi conclusa la prima parte di questo telefilm ho deciso di non vederlo più e quindi di non proseguire con il salto temporale. Ed infine ho concluso la seconda stagione di Daredevil che con l'arrivo di The Punisher e di Elektra mi è piaciuta tantissimo. Il livello della serie secondo me è altissimo, i personaggi, le scene di lotta, le musiche sono spettacolari.
Ad ottobre ho invece visto la prima stagione di Shameless, che è stata molto diversa da ciò che mi aspettavo: ho adorato tantissimo questa serie e mi sono affezionata a tutti i personaggi, hanno ognuno una particolarità ed una storia incredibile e l'amore che lega i Gallagher e gli altri che fanno ormai parte della famiglia, come Veronica e Kevin, è spettacolare. Ho poi visto la seconda stagione di Hit the floor, più avvincente della prima anche grazie all'entrata di due personaggi che mi hanno catturato, Zero e Jude. Infine ho visto una delle serie del momento, vincitrice di molti premi agli Emmy: Big little lies, con un cast eccezionale tra cui troviamo Nicole Kidman, Reese Witherspoon e Shailene Woodley, fotografia, musiche e regia incredibili. Questa serie ha tutto ciò che cercavo nel momento in cui l'ho iniziata, ho adorato tutto, dalla trama ai personaggi ai paesaggi, tutto accompagnato da una musica e una costruzione delle sequenze spettacolare. Affronta tanti temi importanti con delicatezza e acume e riesce a portare sullo schermo una storia di amicizia incredibile.

venerdì 22 settembre 2017

Recensione: La ragazza con l'orecchino di perla, di Tracy Chevalier

Buonasera amici lettori. Oggi sono qui a proporvi la recensione di un libro letto in agosto che non mi è piaciuto quanto speravo. In questo periodo non sono molto attiva sul blog causa tesi di laurea e ricerca lavorativa insieme. Spero quando avrò finalmente preso la laurea di tornare ad essere più presente.

LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA
Tracy Chevalier
1999
Beat, 229 pagine

Sta guardando la luce che sbatte sul mio viso, pensai, non il mio viso. Questa è la differenza.

La storia che viene raccontata in questo libro è molto interessante ma lo svolgimento non è particolarmente avvincente. L'autrice Tracy Chevalier narra la storia del famoso quadro di Vermeer "La ragazza con l'orecchino di perla" immaginando come potesse essere andata la vita della protagonista del quadro. 
Siamo in Olanda nel corso del Seicento e Griet è chiamata a servizio da una famiglia benestante della sua città, la famiglia del pittore Jan Vermeer appunto, con il compito, tra gli altri, di pulire il suo studio mantenendo gli oggetti nelle loro posizioni, perché facenti parte della scena che sta ritraendo in quel momento il pittore. Per Griet non sarà facile abituarsi a vivere in una nuova casa, sopportare il malo modo in cui viene trattata dalla moglie del pittore e tutte le angherie che le fa una delle figlie della coppia. Tra duro lavoro, commissioni al mercato dove comincia a piacere al figlio del macellaio, la scoperta del suo grande interessamento per tutto ciò che riguarda la pittura, partendo dalla creazione dei colori, viviamo un anno della vita di Griet e il suo trovare un posto nel mondo. Però, come dicevo all'inizio, il romanzo non è affatto avvincente, la storia della protagonista è abbastanza piatta, scorre lenta e senza troppe vicende. 
Ho apprezzato molto di più la storia della famiglia Vermeer e soprattutto delle donne che popolano la casa: la nonna, la moglie, le tante figlie. E poi i problemi economici della famiglia, la loro protezione per il pittore che non deve essere disturbato ma la loro ansia nel volere che riuscisse a dipingere più quadri perché in ristrettezze economiche. Il finale del romanzo è affrettato e mi sembra sia andato un po contro ciò che la storia fino a quel momento sembrava volesse trasmettere: io pensavo che la figura di Griet sarebbe stata un inno alla libertà di pensiero e di scelta della propria esistenza, invece Griet si omologa a ciò che ci si aspettava da lei. Ho trovato che solo il fratello di Griet sia un personaggio coraggioso in questo romanzo: lui abbandona un lavoro prestabilito che odia e cerca una nuova vita in un'altra città. In conclusione non è un romanzo indimenticabile o indispensabile, un ben quadro della società danese del diciassettesimo secolo senza troppi sconvolgimenti.

Non è il quadro che è cattolico o protestante, ma chi lo guarda, e quello che lui si aspetta di vedere. Un quadro in una chiesa è come una candela in una stanza buia: serve a vedere meglio. E’ il ponte tra noi e Dio. Ma non è una candela protestante o cattolica. E’ una candela e basta.

Il mio rating: 3/5

lunedì 11 settembre 2017

Series in a bottle #8: Aspettando la S3 di Outlander

Buonasera a tutti! Ieri è finalmente arrivato quel giorno che aspettavo da un anno ossia il giorno in cui è uscita la prima puntata della terza stagione di Outlander, una delle mie serie preferite, se non la mia preferita in assoluto! Volevo perciò condividere con voi il mio percorso con la conoscenza ed il successivo amore per questa serie.


Quando uscì ho letto diversi pareri in giro, ma nessuno era particolarmente entusiasta, almeno di quelli che lessi io. Sapevo che era una serie tratta da una marea di libri che adorava una mia amica, che era ambientata in Scozia e che c'era una storia d'amore che superava i secoli. Quindi un giorno di due anni fa, incuriosita ed anche un po scettica in realtà, l'ho iniziata. Che dire? È stato amore a prima vista. 

Ho subito imparato ad amare ogni personaggio, le ambientazioni spettacolari, la colonna sonora riascoltata mille volte e quel pizzico di mistero che aleggia intorno alle pietre che permettono alla protagonista Claire di viaggiare nel tempo. Finita la prima stagione ero letteralmente a pezzi, chi ha visto la serie saprà per quale motivo. Mi ero talmente affezionata ai personaggi che ciò che vivevano lo riuscivo a sentire anch'io. Il merito va indubbiamente ai bravissimi attori, tra i quali Sam Heughan, Caitriona Balfe e Tobias Menzies, ma anche a registi, sceneggiatori e costumisti, senza dimentica la prima ideatrice di tutto ciò, ovvero la scrittrice Diana Gabaldon.

Perciò il passo successivo all'innamoramento per la serie tv è stato voler scoprire la serie di libri da cui tutto è iniziato parecchi anni fa. Il primo libro infatti risale al 1991 e l'ultimo deve ancora uscire (nel 2018 uscirà il penultimo), la serie è composta infatti da dieci titoli di cui otto pubblicati. La voglia di farmi fuori tutti i libri già usciti e perdermi in questa storia bellissima c'era, ma poi ho pensato che così non mi sarei goduta appieno le successive stagioni della serie tv, perciò ho deciso di andare di pari passo con il telefilm. Ora la fatidica domanda: leggere prima il libro o vedere prima la stagione corrispondente? Ogni stagione infatti corrisponde ad un libro dell'edizione originale (in Italia dal secondo volume sono stati tutti divisi in due). 

Per la prima stagione il problema si era risolto da solo avendo conosciuto questo mondo dalla serie tv. Ho letto perciò il libro dopo e mi è piaciuto da morire (anche se ero già morta con la serie!). Per la seconda stagione ho deciso di fare un esperimento, cioè leggere prima il libro e poi vedere il telefilm. Quindi ora la domanda è: cosa farò per la terza stagione? Cosa avrò preferito? Ho preferito vedere prima la serie e poi leggere il libro. Perché? Perché secondo me la pecca del libro è che è narrato unicamente dal punto di vista di Claire, quindi alcuni avvenimenti che riguardano solo Jamie vengono affrontati di riflesso, attraverso racconti a posteriori o deduzioni della protagonista. Nella serie invece queste scene le viviamo in prima persona. Poi ho trovato i colpi di scena e il mio coinvolgimento emotivo per le vicende, soprattutto quelle più drammatiche o sentimentali, più forte guardando il telefilm che leggendo i libri. 

Ora non so se è per lo stile di scrittura della Gabaldon o per qualcos'altro, fatto sta che preferisco morire di crepacuore guardando la serie! Il libro è invece molto più ricco di particolari, soprattutto per quanto riguarda le descrizioni sul modo di vivere del XVIII secolo e sui fatti storici: trovo i libri perciò un ottimo approfondimento per entrare nella psiche di Claire e per comprendere meglio tante dinamiche lavorative, parentali o di semplice vita quotidiana in un tempo ormai lontano da noi, dopo essermi emozionata ed aver pianto tutte le mie lacrime con la serie tv.


Voi conoscete la serie? L'avete vista/letta? Cosa ne pensate e che approccio avete nei suoi confronti? Vi lascio il mio commento alla prima stagione qui.

mercoledì 6 settembre 2017

Monthly Recap #27: Agosto

Salve amici lettori! E anche questo caldo mese estivo è finito: un mese di vacanze, di spensieratezza, di rapporti ritrovati, di sentimenti consolidati. Questo mese mi ha fatto capire quanto alcune persone siano importanti per me, è stata una boccata di aria fresca (nel caldo) dopo mesi di stress ed insicurezze. Agosto è stato proprio un gran bel mese ed io me lo sono goduto appieno. Ora ho appena passato il mio ultimo esame universitario, sto cercando lavoro e la mia vita è tornata alla normalità. Ma ecco quello che ho combinato in agosto!

LIBRI
Per la The hunting word challenge ho letto La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier, un romanzo molto interessante che, partendo dal famoso quadro omonimo di Vermeer, racconta la storia della ragazza rappresentata nel quadro dal pittore. La recensione arriverà a breve. Ho poi letto un libriccino piccolo e super carino. Si tratta di Nudi e crudi di Alan Bennett, un romanzo irriverente che fa riflettere sulle scelte di vita e sulle seconde possibilità. Ho infine letto un romanzo che mi attendeva da tantissimo tempo, il secondo capitolo della trilogia iniziata con Il cavaliere d'inverno letto tre anni fa ormai: sto parlando di Tatiana & Alexander di Paullina Simons, un romanzo straordinario che attraverso il racconto di una storia d'amore nata nel momento sbagliato (lo scoppio della seconda guerra mondiale) in una Russia inospitale e gelida, racconta tutte l'atrocità e la cattiveria delle persone che si accende durante una guerra, ma non solo. In questo secondo romanzo infatti ci si sofferma sul passato di Alexander e su tutto ciò che ha vissuto in quella Russia comunista piena di persone esaltate da un ideale, in nome del quale si è uccisa tantissima gente e se n'è fatta morire tanta altra.

FILM
In Agosto ho visto solo un film trovato in tv: Love is all you need, una commedia famigliare danese, ambientata in parte in una bellissima villa italiana in cui i rapporti si intrecciano e non tutto è ciò che sembra. Un film leggero e divertente di buona compagnia.


TELEFILM
Dal punto di vista delle serie tv non ho concluso nulla ma ho iniziato la seconda stagione di Sense8 che è spettacolare come al solito, anche se la scelta di diminuire le scene più spinte non l'ho condivisa appieno, poi la seconda stagione di Daredevil che mi sta piacendo tantissimo, anche se forse fino ad adesso preferisco comunque la prima, ed infine ho iniziato l'ultima stagione di The vampire diaries, l'ottava, che è troppo ripetitiva, ormai il telefilm ha perso molto e sarebbe dovuto finire qualche stagione fa, anche se ci sono un paio di novità molto interessanti.

venerdì 11 agosto 2017

Monthly Recap #26: Luglio

Buonasera a tutti e ben ritrovati sul mio blog. Questo recap arriva un po in ritardo ma sono appena tornata da una vacanza e mi accingo ad iniziarne una nuova e questo è il primo momento libero che ho avuto. Come procede la vostra estate? La mia va a gonfie vele, tra belle letture e magnifici paesaggi!

LIBRI
Il mese scorso per la The hunting word challenge ho letto La vita sessuale dei nostri antenati di Bianca Pitzorno (review qui) e La mia Africa di Karen Blixen (review qui). Entrambi i romanzi mi sono piaciuti molto: il primo racconta una storia familiare evidenziando la condizione femminile ed è ricco di riferimenti letterali, il secondo è l'autobiografia dell'autrice in cui racconta il periodo in cui ha vissuto in una fattoria dell'Africa, la sua organizzazione e tutte le persone che lì ha conosciuto. Ho letto poi la prima avventura di Poirot, Poirot a Styles Court di Agatha Christie, che mi è piaciuto (come non apprezzare la Christie che mi segue da quando sono bambina) ma non è certo uno dei suoi migliori. Volevo poi buttarmi su un'opera di Shakespeare ed ho scelto una delle sue più conosciute, Amleto, che ho trovato anche più bella di quel che mi aspettavo: è stato un tuffo nel passato, nelle passioni devastanti e in una scrittura sublime. Infine ho letto una raccolta di racconti, primo mio approccio a questo genere che mi è piaciuto tanto ed incuriosito altrettanto, sono pronta a continuare in questo mondo parallelo ai romanzi: Di cosa parliamo quando parliamo d'amore di Raymond Carver, uno dei più grandi scrittori di racconti, mi ha catapultato nell'America di qualche anno fa, nei suoi cittadini poveri e in balia della vita, con episodi sconvolgenti o semplici diverbi (piccolo pensiero qui).

FILM
Di film nel mese ne ho visti solo due, uno al cinema e uno a casa. Al cinema come potevo perdermi Spiderman - Homecoming, ennesimo film su questo supereroe che mi ha divertito (e fatto scoprire Tom Holland *-*). A casa invece ho recuperato uno dei film con Ryan Gosling, Drive, un film molto introspettivo che vuole denunciare la mafia locale in una città con Los Angeles.

TELEFILM
In Luglio ho concluso la sesta stagione di New Girl, divertentissima e più frizzante delle ultime stagioni che un po avevano perso, con questa qui invece mi sono sbellicata dalle risate, soprattutto nella prima parte. Ho visto poi la prima parte della sesta stagione di Teen Wolf che mi è piaciuta tantissimo, a parte un finale un po affrettato, ho apprezzato il ritorno di alcuni personaggi (come Peter!). Infine ho concluso la seconda stagione di Reign: io questa serie tv la adoro, amo i costumi, gli intrecci amorosi, la crescita dei personaggi, la Storia che si respira tra colpi di stato e rivolte religiose, e poi amo follemente l'attrice protagonista Adelaide Kane!

venerdì 21 luglio 2017

Recensione: La vita sessuale dei nostri antenati, di Bianca Pitzorno

Salve amici! Torno a recuperare le recensioni con questo libro interessantissimo, finito all'inizio di Luglio.

LA VITA SESSUALE DEI NOSTRI ANTENATI
Bianca Pitzorno
Mondadori, 468 pagine

Siamo in tanti, noi Bertrand Ferrell, quattro generazioni divise in fazioni ondivaghe, liti, rancori, tabù, alleanze e tranelli: una famiglia complicata…

Romanzo molto interessante e particolare che, attraverso la vita di Ada, racconta la storia di tutti i Ferrell, una nobile famiglia di un paesino italiano. Tra tradimenti, matrimoni combinati, mortalità infantile ma soprattutto l'orgoglio di essere nobili e la paura dei pettegolezzi dei compaesani si dipana una storia lunga quattrocento anni di diverse generazioni. Ada è l'alternativa, quella che appena maggiorenne scappa all'università, proibita fino ad allora dalla nonna, quella che non porta gioielli e professa l'amore libero. Ormai quarantenne ha una crisi esistenziale e rimette in discussione tutta la sua vita. Si ritrova per caso anche a leggere il diario della rigida nonna, di quando era una ragazzina che ha sposato un uomo con figli molto più grande di lei. In questo romanzo si esplorano i rapporti famigliari, anche alla lontana, e si fa un tuffo nella mentalità del passato, nella guerra, in tutte quelle cose che non si potevano accettare per paura di uno scandalo, come l'omosessualità e le gravidanze indesiderate (a causa dell'ignoranza in cui si lasciavano le giovani donne un tempo). Si parla di dolore per la perdita di un figlio, per la scelta sbagliata del proprio marito, per i tradimenti, le botte, per dei genitori che farebbero sposare la propria figlia con l'uomo che l'ha violentata. Si parla di perdita di innocenza, dell'inconsapevolezza della propria identità, di figli illegittimi, di evidenze celate. E in mezzo a tutto questo viene dato ampio spazio alla storia e ai miti greci, di cui Ada è un'esperta ed una professoressa universitaria.

Molto spesso l'autrice ricollega personaggi antichi con persone comuni e, attraverso questo espediente ed un viaggio in Grecia di Ada e la sua migliore amica, racconta la storia di tanti eroi, amanti e dei dell'antichità. Ho trovato quest'ultimo punto molto interessante, che, insieme alle molte citazioni a libri classici italiani, arricchisce la storia familiare e la rende immortale. Un altro punto importantissimo del romanzo è la femminilità, ciò che hanno dovuto subire le donne nella storia e come sono cambiati i nostri diritti e le nostre possibilità. Ogni pagina, ogni personaggio grida giustizia per la condizione femminile, ma lo fa con una delicatezza e senza paternalismo, attraverso il racconto di vite quotidiane dalle quali attingere insegnamenti ma soprattutto cultura, una storia che spesso si tende a dimenticare ma che ancora, purtroppo, ci portiamo dietro.

Le mogli stavano in casa. Non avevano molto da fare perché a tutte le faccende domestiche provvedeva uno stuolo di serve che si occupava anche dei bambini. Le dame ricamavano, recitavano il rosario. Non leggevano romanzi. Raramente erano del tutto analfabete, ma la loro abilità non andava oltre le formule mille volte ripetute del messale. Uscivano solo per andare in chiesa, accompagnate dalla domestica più anziana. Scambiavano visite, sempre accompagnate, con la famiglia d’origine. Se questa abitava lontano, ci andavano in carrozza. Raramente passeggiavano all’aria aperta. Avevano sempre il ventre gonfio per una gravidanza appena iniziata o vicina al termine. Partorivano in casa. Per dare il seno al neonato c’era a disposizione una balia proveniente dalle campagne della famiglia, allattare non era un compito riservato alle nobildonne. E ogni notte venivano penetrate senza troppi preliminari dal marito, che non le aveva mai viste nude.
«Chissà se provavano piacere?» si chiedeva la diciottenne Lauretta.
«Chissà?» le faceva eco la sedicenne Ada.
Un giorno si era fatta coraggio e in tono di sfida aveva ripetuto la domanda alla nonna.
«Il piacere del dovere» era stata la secca risposta. E poi: «Mi vergogno di te. Sei proprio una ragazza viziosa se pensi a certe cose».

Il mio rating: 4/5

martedì 18 luglio 2017

Recensione: La collina delle farfalle, di Barbara Kingsolver

Salve amici! Oggi condivido con voi una recensione che avevo pubblicato a Maggio su goodreads, subito dopo aver letto il libro. Si tratta di un romanzo che mi ha colpito molto e che apre gli occhi su tanti problemi del nostro pianeta.

LA COLLINA DELLE FARFALLE
(Flight Behavior)
Barbara Kingsolver
Neri Pozza, 448 pagine

"La collina delle farfalle" è un romanzo di Barbara Kingsolver del 2012. Non avevo idea di cosa aspettarmi dalla sua lettura, non ricordando la trama quando ho iniziato a leggerlo ma avendolo scelto per una challenge. Il primo capitolo è stato ambiguo, veniamo letteralmente catapultati nella vita della protagonista Dellarobia in un momento critico che la porterà a scoprire sulla montagna dietro casa sua, di proprietà dei suoceri, una colonia di farfalle monarca. Da qui avrà inizio il cambiamento della sua vita e della sua montagna. Il paesino di contadini e persone semplici, molto religiose, nel quale vive sarà scombussolato dall'arrivo di una gran quantità di turisti che andranno a vedere le farfalle, ma la vita di Dellarobia sarà stravolta principalmente da un gruppo di studiosi, che stazioneranno nel suo giardino e faranno il laboratorio nel suo fienile, offrendole anche un lavoro. La cosa interessante del libro è che partendo da una semplice storia di famiglia, di crescita e di scelte sbagliate in un piccolo paesino degli Stati Uniti si arriva a temi importanti e fondamentali per il nostro tempo come il surriscaldamento globale e i cambiamenti climatici. Si perché le farfalle si ritrovano sulla montagna di Dellarobia per uno sbaglio causato probabilmente dal cambiamento climatico.

L'autrice riesce a parlare di questi temi importanti e della storia della farfalle monarca senza appesantire il racconto ma anzi arricchendolo, presentando queste tematiche in un contesto di facile comprensione per tutti perché ogni volta che vengono spiegate sono rivolte a persone semplici e non scienziati con grandi conoscenze di base. Un'altra cosa molto interessante è il voler presentare una situazione di stallo nell'opinione pubblica globale, tra chi non crede agli scienziati, che non sanno parlare al grande pubblico che segue quindi solo le inesattezze dei giornalisti, e chi invece non ha tempo di pensare ai grandi problemi del nostro mondo perché troppo impegnato con i suoi di problemi, come un raccolto andato a male per via della pioggia incessante e anomala, cosa che si ricollega però al problema iniziale ma che viene completamente travisata o ignorata dalla gente comune. È perciò un romanzo con tanti temi diversi che si sposano alla perfezione. L'autrice, con uno stile coinvolgente e pulito, fa appassionare a tutti i problemi che presenta, che siano familiari, economici o globali attraverso un buon dosaggio di attenzione sull'uno e sull'altro e facendo riflettere molto, sia sul nostro comportamento rispetto al pianeta, sia sulla nostra breve vita e il significato che vogliamo dargli.

Semplice, istruttivo, delicato, dirompente come una pioggia torrenziale, affascinante come uno sciame di farfalle monarca.

Il mio rating: 4.5/5