mercoledì 12 aprile 2017

Series in a bottle #7: Daredevil | Season 1

Che bel pomeriggio di sole lettori miei! Oggi ritorno con un pensiero fresco fresco su una serie molto bella vista qualche mese fa. A distanza quindi di un paio di mesi mi rendo conto di quanto questa serie mi sia piaciuta e mi abbia lasciato tanto.

DAREDEVIL
2015 - in corso

Daredevil è una serie Netflix che si colloca sulla scia della recente riscoperta dei supereroi. Con le serie Netflix sta facendo un gran bel lavoro: dopo Daredevil ha prodotto Jessica Jones (che sto vedendo adesso), Luke Cage e Iron Fist e li unirà tutti nella nuova serie The Defenders. In questo caso, quindi, siamo nel reparto Marvel e si racconta la storia del "Diavolo di Hell's Kitchen", il supereroe cieco Daredevil, nella vita il dolcissimo avvocato Matt Murdock che, insieme al suo amico Foggy e alla battagliera Karen, ha uno studio di avvocati grazie al quale aiuta tante persone. Supereroe con e senza maschera quindi: di giorno come avvocato, di notte come giustiziere. Ma Matt, come tanti altri supereroi, non uccide e, grazie ai suoi sensi potenziati a seguito dell'incidente avuto da bambino che l'ha reso cieco, riesce a "vedere" più di tutti gli altri. 

I pregi di questo telefilm, oltre all'alto coinvolgimento fin dalla primissima puntata, sono i personaggi e l'approfondimento psicologico di ognuno di loro: si delineano tutte le storie, dalla gioventù al presente per capire il percorso e le esperienze che portano una persona a voler salvare una città, a cercare di fare la differenza e ciò che questo significa per ognuno di loro. Matt combatte il crimine con ogni mezzo, Karen e il detective Ben Urich non vogliono piegare la testa, Fisk con soldi illeciti vuole far crescere la città passando sopra tutto e tutti. 

La struttura malavitosa di Hell's Kitchen darà del filo da torcere ai "buoni" ma il fatto che anche i "cattivi" siano perfettamente delineati e umanizzati rende il tutto più realistico: non si odiano a prescindere perché sono cattivi, ma sono cattivi per motivi ben precisi, molto spesso non per loro colpa. Come dicevo prima, questa serie fa capire come ogni personaggio, e quindi ogni persona, reagisce diversamente alle esperienze e agli ostacoli della vita e cosa essi ti portano a diventare. Menzione speciale per l'infermiera Claire che rattoppa Matt diverse volte e salva il nostro eroe in tanti modi diversi.

La sigla di apertura è spettacolare: già la musica mette nel mood giusto per questa serie e la colatura del sangue che crea varie cose tra cui il Diavolo è bellissima (QUI il video). La colonna sonora di John Paesano, in linea con la sigla, è coinvolgente, azzeccatissima e bellissima (e si l'ho risentita mille volte su Spotify). Insomma una serie coinvolgente da tutti i punti di vista, non un semplice contorno per l'ennesimo supereroe ma una storia avvincente e profonda che non lascia niente al caso, con personaggi non scontati ma sorprendenti e tanti punti di vista che faranno pensare molto lo spettatore. Il personaggio di Daredevil non l'avevo mai approfondito ma ora è assolutamente uno dei miei preferiti. Menzione d'onore a tutti gli attori, in particolare Charlie Cox che interpreta Matt: sono stati tutti bravissimi ma io di Matt/Charlie mi sono innamorata *-*


IL MIO RATING: 8.5/10

giovedì 6 aprile 2017

Recensione: Un giorno questo dolore ti sarà utile, di Peter Cameron

Buongiorno amici. Oggi torno con una recensione di un romanzo che mi è piaciuto tantissimo, letto sempre per la The hunting word challenge.

UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARA' UTILE
(Someday this pain will be useful to you)
Peter Cameron
Adelphi, 206 pagine

"Ma qualcosa di loro mi ha intristito. La scena era troppo bella: la notte d'estate, i sandali, i visi rapiti da quella gioia repressa. Mi pareva di essere stato testimone del loro momento più felice, del culmine che senza saperlo si stavano già lasciando alle spalle."

"Un giorno questo dolore ti sarà utile" è un bellissimo romanzo di Peter Cameron, scritto nel 2007. Prima di tutto vorrei dire che il titolo è semplicemente fantastico, rispecchia bene il romanzo ma al tempo stesso si prende in giro calcolando da dove prende il nome (leggendo il libro si capirà). L'autore ha superato le mie aspettative, scrivendo non un semplice romanzo di formazione ma qualcosa di più: nonostante abbia già superato l'età del protagonista diciottenne, mi sono rivista tantissimo in lui ed ho condiviso molto spesso i suoi pensieri. A partire dalla sua idea che esprimendo a parole un pensiero esso perde già un po del suo significato e non viene compreso appieno proprio per l'incapacità di tradurre in parole i pensieri e le sensazioni, come se il linguaggio non bastasse ma ci sarebbe bisogno di un livello più profondo di conoscenza. Altra idea che condivido pienamente è la necessità delle persone di riempire i silenzi anche con scemenze, o di dire sempre la propria, quando invece sarebbe meglio non dire nulla se non si ha niente da dire, come pensa il protagonista. Per questi due motivi, grazie ai quali mi sono sentita veramente capita da questo romanzo, il protagonista James è un tipo riservato, silenzioso e che mal sopporta i suoi coetanei. 
Grande amante di Shakespeare e Trollope, si trova in una fase in cui deve decidere cosa fare dopo: andare o no all'università? E come gestire i rapporti con la stramba famiglia e la propria sessualità? Attraverso pochissimi giorni di un'estate in una deserta New York e flashback di alcuni mesi prima, impariamo a conoscere James e le persone che gli ruotano intorno, le sue convinzioni e le sue aspirazioni, il grande amore per la letteratura, l'affetto nei confronti della moderna nonna e del suo piccolo cane che si sente un umano. Grazie anche a delle sedute da una psichiatra James impara a conoscersi un po di più e noi con lui, alla continua ricerca di quello che ci fa stare meglio, a volte fuggendo dalla realtà, fisicamente o mentalmente, a volte invece cercando di resisterle e di buttarci a capofitto nella vita e in quello che ci porterà. Perché non è facile capire quello che si vuole o quello che ci fa bene, soprattutto se si hanno diciotto anni e tante strade davanti, ricordando sempre che tutte le strade hanno le loro curve, le loro salite ma qualche volta anche qualche bella discesa.

"Le traduzioni sono solo delle approssimazioni soggettive e questo è esattamente quello che provo quando parlo: quello che dico non è quello che penso ma solo quello che più gli si avvicina, con tutti i limiti e le imperfezioni del linguaggio. Quindi penso spesso che sia meglio stare zitto anziché esprimermi in modo inesatto."

Il mio rating: 4.5/5

domenica 2 aprile 2017

L'ora del tè #24: Challenge 2017 | Aggiornamento #1

Salve lettori. Oggi sono qui per condividere con voi i miei progressi nelle challenge che sto seguendo in questo anno, che spiego quali sono nel post introduttivo qui. Partiamo subito!

Cosa ho letto per la prima tappa della The Hunting Word Challenge?

PIETRE: La pietra di Luna di Wilkie Collins = Letto (recensione) 
NATALE: Miniatura di Natale di Pearl S. Buck = Abbandonato (volevo sostituirlo con "Il Natale di Poirot" che non ho più letto)
FINESTRA: La funesta finestra di Lemony SnicketLetto (recensione) 
CHIAVE: L'ordine della chiave di Virginia de Winter = Non letto (perchè ho abbandonato il primo della serie, ma non avevo niente con cui sostituirlo) 
VERITÀ: Le due verità di Agatha Christie = Letto (recensione)
ANNO: Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez = Lo sto leggendo (ovviamente non vale più per la challenge essendo finita la prima tappa ma ci tengo comunque a finirlo)
TAZZA: Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg Letto (recensione) 
CUORE: L'arte di ascoltare i battiti del cuore di Jan-Philipp Sendker = Non letto (per mancanza di tempo)
LETTERA: L'ultima lettera d'amore di Jojo Moyes = Non letto (Volevo sostituirlo con "Lettera a Berlino" ma non ho letto neanche questo)
PROMESSA: Le promesse di una vita di Susan Elizabeth Phillips = Non letto (non ne avevo proprio voglia)

Poi altre due parole aggiuntasi nel corso della sfida:
INVERNO: Diario d'inverno di Paul Auster = Letto (recensione)
PONTE: Di notte sotto il ponte di pietra di Leo Perutz = Letto (recensione) 



Cosa ho deciso di leggere per la seconda tappa?

DOLORE: Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron
FARFALLA: La collina delle farfalle di Barbara Kingsolver
VALIGIA: Lettera a Berlino di Ian McEwan
PANE: Il profumo del pane alla lavanda di Sarah Addison Allen
RUMORE: Rumore bianco di Don DeLillo
FELICITÀ: Troppa felicità di Alice Munro
PASSATO: Un passato imperfetto di Julian Fellowes
BICICLETTA (Non ho trovato niente)
FULMINE (Non ho trovato niente)
LABIRINTO (Non ho trovato niente)


Cosa ho letto per la Author Box Challenge?

KENT HARUF: Canto della pianura (recensione)

sabato 1 aprile 2017

Monthly Recap #22: Marzo

Buongiorno amici lettori. Oggi vi lascio un recap mensile abbastanza veloce e vi auguro un buon weekend!

LIBRI


Nel mese di Aprile ho letto parecchio causa la scadenza della prima tappa della The hunting word challenge. Prima di tutto ho letto un romanzo della Christie che però non mi ha soddisfatto come tanti altri suoi: Le due verità è un giallo un po debole, migliore come storia familiare che come intreccio poliziesco (3 stelline e recensione). Diario d'inverno è l'autobiografia di Paul Auster, grande scrittore americano di cui questa è la sua prima opera che leggo, ma che mi ha catturata tantissimo (4 stelline e recensione). Di notte sotto il ponte di pietra è un romanzo che non ti aspetti: un intreccio di personaggi nella Praga del sedicesimo secolo raccontati da Leo Perutz in una combinazione di racconti perfettamente architettata (4.5 stelline e recensione). Infine ho finalmente letto Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron, un romanzo che mi ha sorpreso tantissimo per l'empatia che ho provato nei confronti del protagonista James (4.5 stelline).

FILM



Al cinema queste mese ho visto tre film: The great wall, avventuroso e incalzante, di cui ho apprezzato tanto la costruzione della muraglia con tutti i suoi sistemi di difesa, Logan - The Wolverine, ultimo film con Hugh Jackman come Wolverine, uno dei miei supereroi preferiti, che mi è piaciuto da morire e mi ha strappato il cuore, e La bella e la bestia, l'ultimo film Disney realizzato divinamente. Ho recuperato invece su Netflix Generazione perduta, un film emozionantissimo con la mia amata Alicia Vikander, tratto da una storia vera assolutamente da conoscere. Infine ho visto I sogni segreti di Walter Mitty, un film semplice ma niente affatto banale.

TELEFILM


Della serie Downton Abbey questo mese ho finito la terza stagione e iniziato la quarta: continua a piacermi molto da diventa sempre più tragica e la spensieratezza della prima stagione è ormai lontana. Ho visto la seconda parte della quarta stagione di Vikings che resta una delle mie serie preferite ma che mi farà morire di crepacuore. Di Masters of sex ho finalmente visto la seconda stagione, che mi sta coinvolgendo molto più della prima, grazie anche all'introduzione di altri temi molto importanti, come la condizione dei neri negli anni 50.